Relocating to London

Pick up your life and take it away….

riflessioni…

Ricerco lavori più disparati nei principali portali cercalavoro e scopro che non avrei mai tutte le competenze o l’esperienza o le qualifiche che richiede ciascun annuncio su cui mi soffermo….

Allora mi dico: sarebbe più semplice se chi sta ricercando questa figura professionale mi conoscesse personalmente, perchè non si può spiegare come arrivo a fare le cose, quanto impegno ci metto, quanta responsabilità mi accollo, quanto conta per me la buona riuscita di tutte le cose in cui mi cimento, dalla più piccola alla più grande, da quella con esperienza a quella senza esperienza. Ecco, questo come lo scrivo nel CV? E quanto interesserà a chi mi dovrà “selezionare”? … e poi “selezionare” è una brutta parola, un po’ come “risorsa umana” che mi sembra l’involuzione di “matricola”.

Mi piaciono molto di più i termini “interview”, “empowerment”…come si usa nel resto del mondo….e quando scrivi nel CV che fai anche laboratori per bambini nel tempo libero, piuttosto che aiuti gli anziani, piuttosto che fai il volontario in ambulanza, negli altri paesi acquisti più valore come persona anche se il tuo lavoro non ha niente a che fare con questo! Nel posto in cui vivo i tuoi hobby non interessano a nessuno, quel che fai nel tempo libero non ha alcun valore per il tuo datore di lavoro, anzi, l’indicazione è proprio quella di eliminare la voce dal CV. Non sono più un individuo quando mi presento per una posizione lavorativa, sono una serie di punti che si accumulano con una tabella di riferimento che lui ha nascosto nel cassetto della scrivania. Questa viene compilata appena hai finito la selezione, risulterà che V.S. (perchè oggi si mettono solo le iniziali per una questione di privacy) vale 5 punti.

Ma V.S. sono io!!!!!! E non valgo 5 punti!!!!!!  Porca miseria!!!

Ascoltami. Mamma, ascoltami!

<< Buon Natale, mamma! >>

<< Grazie tesoro, ma oggi mica è Natale ?!?! >>

( Ascoltami, mamma ascoltami! )

<< Ti ho fatto un disegno, questo è per te, mamma! >>

<< Grazie Luca, cosa hai disegnato? >>

<< Babbo Natale ! >>

<< Ah sì?!?! e che regalo ha portato? >>

<< Una renna >>

<< Per chi? >>

<< Per Leonardo >>

<< Bene, e a te non ha portato nulla? >>

<< Certo, Babbo Natale mi ha portato BABBO NATALE. Mamma, adesso puoi andare. >>

A volte hanno solo bisogno di essere ascoltati, non chiedono di essere capiti, ma soltanto di essere innocentemente complici dei loro meravigliosi pensieri.



Ventisette

Gocce.

Di preghiere. Di ansie. Di paure.

Di sudore. Di lacrime. Di odio.

Di ingiustizie, di mancanze,  di assenze.


E dopo, altre gocce.

Di ricordi. Di emozioni. Di felicità.

Di forza. Di coraggio. Di libertà.

Di amore. Di tenerezze. Di sincerità.


Così l’alchimista riempì l’alambicco

e dolcemente attese l’iniezione vitale.


Valentina

Mattia e Luca, volevo solo dirvi Grazie.

Vi siete appena addormentati, senza batter ciglio, con un bacio della buonanotte, una carezza, un “mi raccomando, sognate i delfini!” e una ninna nanna che vi piace un sacco.

Siete splendidi, allo stesso tempo siete due rocce, due gocce d’acqua, due mulini a vento, due samurai, due frecce, due immagini riflesse nello stesso raggio di luce…

Grazie perche’ con voi non mi sono MAI sentita una madre inadeguata o repressa o frustrata o disperata.

Grazie perche’ riusciamo sempre a trovare un equilibrio tra i piaceri e i doveri, tra i giorni noiosi e quelli avventurosi, tra le lune storte e le sere stellate, tra le lacrime e i sorrisi, tra la frenesia, la passione e la razionalita’.

Grazie perche’ vi ho desiderati con tutta la mia forza e siete arrivati, perche’ ogni giorno mi avete reso una persona migliore, perche’ insieme a voi io cammino, corro, freno, salto, cresco.

Grazie perche’ tutta la stanchezza che sento e’ solamente perche’ siete due furie al galoppo e fatico a starvi dietro.

….. Grazie perche’ i vostri visi hanno asciugato le mie lacrime, per sempre….

GEFO Team : questi siamo noi!

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Giorno diciannove

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Giorno diciotto

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Giorno diciassette

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Giorno sedici

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Giorno quindici

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Giorno quattordici

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Giorno tredici

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Giorno dodici

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Giorno undici

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Giorno dieci

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Giorno nove

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Giorno otto

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Giorno sette

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Giorno sei

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Giorno cinque

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Giorno quattro

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Giorno tre

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Giorno tre

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Giorno due

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Giorno due

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Giorno uno

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Giorno uno

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Inizio della vacanza

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Padri

Conosco un padre, uno che non ha mai rivolto una domanda alla figlia, che non ha mai rivolto una domanda a se stesso , che vive di convinzioni proprie, che pretende dal mondo e al mondo non ha mai nemmeno rivolto la parola, che non ha mai conquistato la stima, il rispetto e l’Amore di nessuno. E per questo padre le parole finiscono qui.


Conosco un altro padre, uno che rompe gli schemi, uno che appena lo vedi dici “che fooorte!”, uno che si chiede tutti i giorni della sua vita se lascera’ un buon ricordo di se’ ai suoi figli, uno che ha come primo obiettivo quello di far star bene la sua famiglia, uno per cui puoi dire -sono orgoglioso di lui-, uno che ti da’ l’esempio, giorno dopo giorno, che ti racconta davvero come un anatroccolo nero possa diventare un grosso cigno bianco, uno che piange di fronte all’abbraccio del figlio seienne che ha capito che non tutti i giorni sono uguali e che non tutti i giorni possono essere “rosa”, che per questo suo padre merita un abbraccio infinito, un abbraccio che parla e dice “IO CI SONO E TI VOGLIO BENE PERCHE’ SEI IL PAPA’ PIU’ BRAVO DEL MONDO!”. E allora questo padre capisce che non ha sbagliato niente, che il resto e’ semplicemente la vita.